La grammatica è una canzone dolce

La grammatica è una canzone dolce
Erik Orsenna con illustrazioni di Fabian Negrin 
Traduzione Francesco Bruno
Salani ed.




Incuriosita dal titolo ho presso questo libro in biblioteca. Il volume è stato un grande successo editoriale in Francia e per otto mesi è stato in testa alle classifiche dei libri più venduti per adulti. Per adulti appunto. 

Si tratta di un libro che, attraverso una bella storia, cerca di avvicinare i ragazzi alla grammatica, di far capire quanto essa possa essere bella e divertente. Donna un "anima" ad ogni parola. Le parole diventano vive, hanno sentimenti, si sposano, litigano... e vivono in un paese tutto loro. 

Due fratelli, Giovanna e Tommaso, i cui genitori si sono separati, prendono la nave per andare a trovare il padre dall'altra parte dell'oceano. Purtroppo la nave affonda e i fratelli si ritrovano sperduti in una spiaggia in mezzo al nulla. In questa isola scopriranno la vera esistenza delle parole e della gente che cerca di mantenerle in vita. 

"Vedete, la parole sono come le note. Non basta metterle insieme. Senza regole, niente armonia. Niente musica. Soltanto rumori. La musica ha bisogno di solfeggio, così come la parola ha bisogno di grammatica. Ricordate ancora qualcosa della grammatica?..."

Così inizia il loro viaggio: al mercato, nel negozio delle parole perdute, riportata in vita da una vecchietta che continua a pronunciare parole quasi dimenticate per riportarle al mondo; il paese dei nomi che cercano un aggettivo con cui andare a nozze ed entrano in Comune per "concordarsi". Una fabbrica per creare frasi con tanto di orologi "macchine del tempo" che ci portano avanti e indietro nei diversi tempi verbali. 

""Il diplodoco sgranocchiava". Siamo nell'imperfetto. Sempre passato è, naturalmente, ma un passato che è durato a lungo, un passato che si ripeteva: cosa faceva durante tutta la giornata il diplodoco, dal primo gennaio al trentun dicembre? Sgranocchiava. Mentre con l'altro, sgranocchiò, siamo nel passato remoto. Ovvero un passato che è durato soltanto un momento. Un giorno che, eccezionalmente, forse dopo un'indigestione, il diplodoco non aveva più fame, sgranocchiò una tuberosa. Il resto del tempo divorava. Capisci?""

In questo paese delle parole esiste persino un ospedale dove Giovanna farà visita a delle parole malate di fatica per l'eccessivo uso che facciamo di loro. Non a caso sul letto troviamo, sfinite, le parole "Ti amo". 

Non manca la porta proibita, quella da non oltrepassare che, nemmeno a dirlo, la nostra protagonista attraversa nascosta durante la notte per scoprire gli scrittori famosi, ne morti ne vivi, che le parole hanno portato sull'isola perché possano scrivere in eterno. 

" - Cosa è un grande scrittore?- Uno che costruisce frasi senza curarsi delle mode, soltanto per andare in cerca della verità.- E la morte lo lascia perdere?- La Terra è molto grande, contiene innumerevoli nascondigli. E, per fortuna, la morte è scarsa in geografia". 

Questo libro diventa un interessante esercizio di grammatica attraverso il gioco. Non manca una velata (neppure tanto) critica al mondo della globalizzazione. Il nemico numero uno dell'Isola è Necrode, che rapisce e mette ad essiccare le parole. La stessa protagonista viene rapita e portata a scuola di grammatica con lezioni interminabili e termini incomprensibili. 

"Non illuderti, Necrode non è solo. Molti la pensano come lui, sopratutto gli uomini d'affari, i banchieri, gli economisti. La diversità delle lingue le intralcia nei loro trafici: detestano dover pagare dei traduttori. Ed è vero che, se la vita si riduce agli affari, al denaro, al comprare e vendere, le parole rare non sono poi così necessarie." 

Lo consiglio agli adulti, sopratutto insegnanti e genitori alle presse con l'analisi grammaticale. Come lettura a voce alta condivisa in classe per trarre spunto. Ritengo sia un po' difficile come lettura autonoma, non so quanto i ragazzi amino la lingua tanto da apprezzare questo libro. Ma, pensandoci bene, io, alle superiori, amavo l'etimologia. 

Buone letture! 

Ana

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