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DIVERSAMENTE GINKGO

Quando Ana mi ha chiesto di scrivere un post sull'albero di Ginkgo biloba, mi è scattato il desiderio di incontrare la Ginkgo dell’Orto Botanico di Bologna, dove trascorrevo molte giornate quando frequentavo l’Università, studiando tra le serre e le affascinanti piante esotiche e locali.


L’albero è una femmina imponente (i fiori maschili e femminili sono portati da individui diversi), uno dei primi piantati in Italia.

Gli alberi nei nostri ricordi: Piero Guglielmino

Qual è il tuo primo ricordo legato a un albero?

Mi ricordo delle giornate in cui andavamo a raccogliere le arance. Che meraviglia per noi bambini arrampicarci sugli aranci, con gli adulti che ci incoraggiavano a salire sempre più in alto, per prendere i frutti più buoni. Mi divertivo e allo stesso tempo ero così orgoglioso di aiutare i grandi, così fiero di essere piccolo, che le nostre piccole gambe e braccia si infilassero dove agli altri era impossibile…


Quando hai scoperto che erano gli alberi a fornirci l’ossigeno per vivere cosa hai provato?

Devo aver rimosso questo ricordo.

LIA Roma: gli Alberi crescono in Biblioteca


Primo incontro in Biblioteca per il gruppo Leggere Insieme Ancora di Roma 1 (perché c'è anche Roma 2 con Federica e Ostia con Silvia! Siamo proprio tanti!!) per il tema di Marzo, Alberi!

Indovina l'illustratore #14: L'Albero di Shel

If you are a dreamer, come in,
If you are a dreamer, a wisher, a liar,
A hope-er, a pray-er, a magic bean buyer . . .
If you’re a pretender, come sit by my fire
For we have some flax-golden tales to spin.
Come in!
Come in!

Where the Sidewalk Ends, 1974





The giving tree è, nella storia della letteratura per l'infanzia, uno dei lavori più controversi e dibattuti che sia mai stato pubblicato. E' stato analizzato in ogni suo centimetro e gli si sono attribuite decine di interpretazioni differenti. 

Cercando notizie sul nostro autore di questa settimana mi sono avventurata in un viaggio nei favolosi anni '60 e '70, al ritmo di Johnny Cash e di strade assolate dell'Illinois e della Chicago piena di arte, musica e culla di nuove tendenze.
E ho provato a conoscere questo geniale artista cercando di capire la sua sensibilità, il contesto nel quale è vissuto e il suo genio.

Nel 1964 Sheldon, per tutti Shel, viene incoraggiato dal suo amico Tomi Ungerer (proprio l'autore de I tre Briganti!!) a contattare la grande editor Ursula Nordstom, che ha già pubblicato La Tela di Carlotta e Nel paese dei mostri selvaggi nella mitica casa editrice Harper & Row . Il lavoro che Shel vuole sottoporle è una poesia illustrata che ha già subito rifiuti da altri editori che la avevano considerata troppo triste per i bambini e troppo semplice per gli adulti.

Shel ha già in parte realizzato i suoi sogni: è il vignettista di Playboy e ciò gli permette di girare per il mondo raccontando le sue storie, dando la sua visione personale e ironica di ciò che vede. 




Nel 1960 aveva già pubblicato il libro "Now, here's my plane...", una raccolta di strisce in cui due uomini condannati alla gogna cercano di trovare un piano per liberarsi. Anche in questo caso l'opera fu giudicata da molti pessimista, ma Shel non la pensava affatto così: "There's a lot of hope even in a hopeless situation." affermava parlando dei suoi due prigionieri.




Ma Shel è anche un poeta dolce e malinconico e  L'Albero è considerato un capolavoro universale proprio grazie a queste sue caratteristiche. Viene accettato dalla casa editrice e pubblicato, all'inizio in un numero di copie limitato.




La storia racconta l'amore unico tra un albero di mele e un bambino: l'albero è generoso e benefico e durante tutta la sua esistenza si dona al bambino, in cambio della sola felicità che il donarsi gli restituisce. Il bambino si fa uomo, ma l'Albero continua a darsi a lui in tutte le sue parti: foglie, frutti, rami e legno. Anche quando rimane soltanto un ceppo quasi morto, la felicità del vecchio Albero è collegata a doppio filo a quella dell'ormai anziano amico. 







La storia ha avuto moltissime interpretazioni, tra cui quelle più significative sono quelle riguardanti la visione religiosa, ecologica e familiare: L'albero come immagine di Cristo sacrificato per l'umanità, l'Albero madre che si dona ai propri figli, Madre Natura che generosa nutre gli uomini sono solo alcune delle simbologie riscontrate nel racconto. Alcuni autori hanno invece messo in dubbio l'innocenza del libro, sottolineando l'aspetto Madre generosa - Figlio avido ed egoista, qui rappresentata con finta sensibilità ed edulcorazione.

Alla fine degli anni '90 uno studio ha comparato le interpretazioni date dalle mamme svedesi con quelle delle mamme giapponesi: nelle prime prevale la visione dell'albero e del bambino come due buoni amici. Le mamme giapponesi leggono invece nella vicenda una simbologia legata al rapporto mamma figlio.


In realtà questo piccolo racconto, che ha venduto milioni di copie in tutto il mondo e che compie 50 anni, è secondo me un vero e proprio capolavoro di malinconica dolcezza espressa grazie alla geniale sensibilità del suo papà.

Shel Silverstein è stato  artista a tutto tondo: scrittore, illustratore, autore teatrale e poeta, ma anche un importantissimo musicista, vincitore di Golden Globe e nominato all'Oscar.
Godetevi questa performance: Shel Silverstein canta la canzone scritta per Johnny Cash, A boy named Sue

La vita di Shel è costellata da drammi familiari, morti improvvise e drammatiche. Ma nonostante questo non ha mai perso il suo occhio ironico, pieno di speranza e fiducia nel mondo.


In Italia lo conosciamo anche per Lafcadio, il leone che mirava in alto, Chi vuole un rinoceronte ad un prezzo speciale e Alla ricerca del pezzo perduto.









Volete approfondire ancora?
Ecco qui una serie di link utili



Valeria


Indovina l'illustratore #13: Iela Mari e le radici dell'albo illustrato

Iela Mari fu una signora silenziosa, come lo furono i suoi libri,  senza parole. Di lei è difficile trovare fotografie ma anche data di nascita, e chi la ha conosciuta la descrive come una donna riservata, lontana dai riflettori e dalla mondanità. 


Anche quando le comunicarono l'intenzione di dedicarle una mostra personale a Bologna nel 2010 per celebrare la sua carriera, lei accolse la notizia ma non si scompose.



Gabriella detta Iela frequentava negli anni 50 i bar di Milano vicini all'accademia delle Belle Arti di Brera,  insieme ai giovani artisti un po' squattrinati dell'epoca. In questo momento ricco di fervore creativo muove i primi passi nel mondo professionale. Rosellina Achinto, celebre fondatrice della Emme edizioni, storica casa che portò gli albi illustrati come li intendiamo oggi in Italia,  pubblica il suo primo lavoro Il palloncino rosso.




A Brera incontra Enzo Mari,  che diventerà suo marito e con il quale inizierà a lavorare ad altre storie: La mela e la farfalla,  L'uovo e la gallina. 







Iela credeva al potere delle immagini semplici in contrapposizione al bombardamento televisivo che già era considerato ostacolante alla fine degli anni 60. La linearità del suo tratto è tutt'altro che semplice: Iela partiva da uno studio attento e particolareggiato del reale per poi arrivare alle forme essenziali che la hanno resa celebre, più chiare e associabili per i bambini. 




"Io credo che, per la capacità di comprensione del bambino, la natura sia troppo complessa. Quindi ho cercato di rendere le cose chiare creando immagini sintetiche, rendendo il reale più vero del reale. E per fare questo bisogna partire dall’analisi per arrivare alla sintesi, non viceversa. Per esempio, bisogna prima disegnare tutti i dettagli di una foglia e poi cancellare, cancellare, cancellare…".

Della Mari possiamo individuare due linee poetiche: la prima è legata alla Natura. 



La successione dei cicli naturali è delineata ne L'albero, dove la primavera scalza l'immobilità dell'inverno e accoglie nuova vita sul nido e nella tana disgelata.







 Il naturale processo della vita è illustrato in "Mangia che ti mangio" dove si sposano perfettamente l'arte con la realtà, la bellezza infinita delle sue opere con l'oggettività di ciò che accade attorno a noi. I suoi animali feroci non sono di certo sorridenti o sornioni. 


Iela non nasconde nulla ai suoi spettatori stupiti, che vengono messi davanti alla realtà : gli animali mangiano,  vivono, vengono mangiati, in un girotondo continuo che è il ciclo di tutte le cose.

L'altro tema della sua poetica è lo studio delle forme e il loro tramutarsi, molto chiaro ne Il tondo: l'autrice gioca con ritmo a trovare liberr associazioni di tutto ciò che di forma tonda circonda noi e il bambino,  partendo anche in questo caso dalla geometria regolare della circonferenza,  passando agli oggetti di cui il bambino ha conoscenza (la palla, la ruota) fino alle immagini più complesse e più lontane dal suo mondo (il segnale stradale).





Iela per prima ricopre il duplice ruolo dell'illustratrice/autrice delle sue storie, in un momento storico in cui gli illustratori nei libri per bambini erano relegati ad un ruolo marginale e spesso non citati.

Lei stessa ci racconta che Bruno Munari si convinse a pubblicare un suo libro con la stessa casa editrice dopo aver visto i suoi libri editi.


In 20 anni di attività Iela Mari ha ideato solo 8 libri, che rappresentano però l'eccellenza.


Valeria

  • L’uovo e la gallina
  • Mangia che ti mangio
  • Animali nel prato
  • C’era una volta il riccio di mare
  • Il tondo
  • L’albero
  • Il palloncino rosso
  • La mela e la farfalla

L'albero nei nostri ricordi...


Illustrazione di Jill McELmurry.

Un profondo legame unisce gli uomini agli alberi. 
L'albero riveste un ruolo di primaria importanza nella nostra vita è nella nostra cultura.
Ci offre i suoi frutti, i materiali per costruire le nostre case.
Ispira l'arte, la religione, il mito, la spiritualità.
Poesie, canzoni, storie, sono la più viva testimonianza di questo legame.
Poi ci sono i ricordi di ognuno di noi.
I ricordi d'infanzia legati agli alberi.
I luoghi, gli odori e i suoni che sono rimasti impressi nelle nostre menti.
Noi: Ana, Marcella, Valeria, Nadia e Io, abbiamo provato a ricordare, rispondendo a delle semplici domande, se vi va potete farlo anche voi, saremo liete di ascoltare le vostre storie.

TREEBOOK

"in ogni posto dove sarà caduto un seme,
 nascerà un altro albero simile a lui" 
Bruno Munari


Dietro le quinte... mentre prepariamo alberi (si alberi, perché ci piace davvero molto questo tema) abbiamo cominciato a parlare di SEMI che crescono, al seme che abbiamo piantato insieme a voi lo scorso luglio e che fa crescere piano piano l'albero di LIA.


Più volte si è sentito forte il desiderio di cominciare a fare anche delle letture a voce alta, ci hanno contattato per farle, e abbiamo creato un file nel gruppo per sapere chi fosse disponibile! 


Bene, a marzo arrivano gli alberi, arriva la primavera, il 21 marzo ci sarà anche la giornata della Libreria In Fiore. Tante belle cose e tanta voglia di uscire, di tornare all'aria aperta, ai nostri "giardini", come quelli che stiamo studiando con Alessandra nel SEMInari di LIA.


Tutte premesse che ci obbligano a proporvi il mese del TREEBOOK!!!!




Siete pronti?


Durante il mese di marzo, cercate un bel albero, leggete a voce alta, organizzate anche un incontro LIA se volete. Ma, iniziamo a coinvolgere i bambini, in prima persona. Leggiamo con loro di alberi, di natura, di animali, di stagioni! Facciamo sentire la voce di LIA e facciamo crescere il nostro albero, un ramo alla volta. 


Ognuno di noi può far fiorire un piccolo fiore del nostro albero.

Ana e tutto il team di LIA!