LA VOCE DEI COLORI di Jimmy Liao - a cura del Dott. Luca Ganzerla

Testo a cura di Luca Ganzerla, Dottore di Ricerca, esperto e studioso di Letteratura per l’infanzia

Per i vagabondi delle stelle, per l’infanzia riflessiva, per chi sa ascoltare i colori.



A occhi (quasi) spenti. Per un mondo che si affievolisce, sbiadisce sino a dissolversi, un altro si rivela, prende forme e colori di un universo sbocciato nell’alveo del genio creativo umano, sorto da feconde sinestesie e inedite corrispondenze.
Talora dolci e gioiose, altre volte cupe e inquietanti. 

Ogni stazione una sensazione, un’immagine, un pensiero o una domanda. 



Il dubbio che punge («È questa l’ultima fermata? O ce n’è una dopo?») o che potenzialmente ferisce («Spesso mi chiedo in quale luogo io sia e dove stia andando»). 




Il sogno che addolcisce («Sogno da sempre di allevare un piccolo pesce che sappia parlare per nuotare insieme nelle profondità del mare e sussurraci i nostri segreti»). 



Il sentire che turba («A volte, ho la sensazione di aver raggiunto i confini del mondo»). 



La paura che stranisce («Confusa, entro in una palude nebbiosa, e sprofondo nel fango senza riuscire a muovermi»). 



La speranza che guida («Ma per fortuna, c’è sempre qualcuno che si prende cura di me»).



Con La voce dei colori, Jimmy Liao ci conduce in un viaggio dai molti sentieri, dalle continue deviazioni, in una successione poetica e incalzante di suggestioni, di istantanee emotive, di approdi e partenze esistenziali, in un succedersi irregolare di ombre e luci, aneliti e afflizioni. Il tempo accelera, si sospende in una perpetua variazione sul ritmo del codice cromatico, delle rappresentazioni interiori fatte esteriori, di rimandi a pittori e dipinti di altri mondi, altre epoche, altre mani, altre menti. Ogni doppia pagina potrebbe avere vita a sé stante, pur nutrendosi ed espandendosi grazie a quelle che la precedono e a quelle che la succedono. 



Come a dire che questa ridda emozionale sa essere contemporaneamente lucida e rigorosa, confusa e imprevedibile. A ogni stazione non possiamo preventivamente figurarci quali riflessioni e immagini sorgeranno, nella mente della ragazza, dalle voci delle persone che incontra, dagli odori e dai rumori dell’ambiente in cui è immersa, dal contatto con le cose che tocca o sfiora. Siamo chiamati, come lei, a vivere l’istante e a riflettere continuamente sul significato profondo del suo darsi in quella forma, con quei colori, con quelle sensazioni. Pagina dopo pagina, il suo mondo sensoriale si materializza sul foglio insieme a parole che compongono brevi frasi capaci di acciuffarci, di intessere un dialogo diretto con la parte più umana, pura e delicata custodita in ogni persona. E non si può che restare vibranti e interdetti come quando si riascolta una voce fidata, una voce amica, pensata ormai perduta, ormai dimentica negli anfratti di un perfido e grigio oblio. Un oblio che dolcemente riusciamo a violare con una pacifica e ferma invasione di colori. Non sono colori qualsiasi. Sono quelli di Jimmy Liao. Colori sensibili, vividi, penetranti e “parlanti” come pochi, pochissimi altri.



E così, una ragazza quasi non vedente ci conduce ad ascoltare le cose invisibili e a vedere dentro di noi le cose che da tempo, da troppo tempo, abbiamo smesso di ascoltare e cercare come, ad esempio, «un lieve scintillio in fondo al cuore». Un frammento dell’intero, che tutto cambia, rivela, illumina.



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